I CALCESTRUZZI PER PAVIMENTI - 3) SOLUZIONE DEI PROBLEMI DOPO LA MATURAZIONE

3.1. Resistenza a compressione insufficiente

In un calcestruzzo lavorato a pavimento industriale, differentemente da un massetto, è molto difficile penetrare nella porosità: qualora si presenti un problema di insufficiente Resistenza a Compressione del getto rispetto all’uso cui è destinato non si riesce a recuperare compressione impregnando il manufatto con resine; si deve operare realizzando una profonda scarificatura e applicando uno strato ben coeso e spesso di malte di resina.

Dopo la scarifica (che in questo caso non può essere sostituita con pallinatura) e’ necessario impregnare bene la superficie da trattare con resine epossidiche in grado di penetrare e aumentare la resistenza e la coesione del calcestruzzo,per cui si dovrà applicare un impregnante utilizzando prodotti diluiti in solvente allo scopo di ottenere una elevata profondità di penetrazione come ad esempio NORPHEN FONDO SL con aggiunta di 20 ± 30% fino ad un massimo del 50% di NORPHEN SOLVENTE (1 kg di NORPHEN FONDO SL A+B e 1/2 litro di NORPHEN SOLVENTE). Questa prima applicazione sarà seguita 3-4 ore dopo da una seconda mano di prodotto puro spolverato a fresco con sabbia di quarzo naturale 0,7-1,2 per favorire l’aggancio dei successivi strati.

 


3.2. Crepe

In linea generale, la crepa va eliminata stabilmente tramite la “cucitura” che si effettua realizzando un doppio taglio a disco diamantato profondo 20 ± 30 x 10 mm circa in larghezza e di lunghezza variabile da 20 a 40 cm a seconda della grandezza delle lastre da cucire e in funzione dello spessore delle lastre (con minor spessore si può fare una cucitura più corta). Il prodotto più adatto per la cucitura è PLAST EPO oppure, in alternativa, si potrà procedere con NORPHEN FONDO SL addensato con silice per l’inghisaggio di uno spezzone di tondino di ferro da 6 ± 8 mm.

Vi sono però  dei casi in cui la crepa segnala la necessità di un giunto, come ad esempio:

a) quando il calcestruzzo venga gettato a cavallo di una trave che costituisce un punto di rigidità sotto il pavimento stesso;
b) quando l’area, essendo  troppo vasta, necessita di essere interrotta in frazionamenti più piccoli (vedi paragrafo 1.1.2);
c) oppure ancora quando le forme geometriche del calcestruzzo rendano prudente un frazionamento (per es. un corridoio da 1 x 10 mt, oppure un lungo corridoio a “U” e così via).

In questi casi la crepa deve essere trasformata in giunto permanente e riportata in tutti gli strati soprastanti.


Nota

Quasi sempre quando la crepa richiama un giunto non si avrà una rottura perfetta in grado di essere semplicemente allargata o ripassata: sarà necessario ricucire, ritagliare e sigillare per poter ottenere un risultato estetico-funzionale accettabile.

Va sottolineato che i tagli dei giunti su calcestruzzi maturati,per essere realmente efficaci, devono essere fatti “a tutto spessore”.

 


3.3. Giunti

Come per le crepe, i giunti vanno analizzati bene per capire se sia opportuno o meno riportarli sul rivestimento finale oppure procedere alla loro cucitura:normalmente la richiesta di eliminazione permanente dei giunti di frazionamento deriva da esigenze estetiche.In questo caso, se il calcestruzzo

sarà stato gettato almeno 90-150 giorni prima, allora sarà possibile eliminare la maggior pare dei giunti avendo cura di mantenerne una parte sufficiente ad evitare di “saldare” fra di loro piastre di getto eccessivamente grandi.La grandezza massima delle piastre, dalla nostra esperienza, non dovrà eccedere 500 mq.

 

Normalmente per pavimenti estetici è indispensabile la cucitura, mentre per rivestimenti di tipo industriale non si rende necessaria: questo appunto deriva solamente dal fatto che i rivestimenti di tipo industriale non hanno la necessità di non dimostrare che, sotto lo strato di resina, non vi sono dei giunti “in movimento”, in quanto accettabile essendo una forma tecnica obbligatoria di operatività.

Le resine a multistrato, per esempio,possono essere realizzate su giunti di frazionamento (esclusi i giunti di ripresa) senza cucitura per il fatto che (con le opportune formulazioni e stratificazioni) possono permettere al giunto di “lavorare” senza rompersi.

 

 

3.4. Recupero di spessori

E’ un caso relativamente poco frequente la necessità di procedere al recupero di livelli.

Essendo particolarmente costoso applicare prodotti con elevate caratteristiche meccaniche in spessori sottili si preferisce quasi sempre realizzare delle “rampe” per raccordare con la resina superfici con piccoli dislivelli.

Il metodo più efficace per realizzare dei piccoli raccordi di livello è il seguente:

  • irruvidire bene la superficie con scarifica, pallinatura o molatura a grana grossa;
  • applicare una mano di NORPHEN FONDO SL a rullo;
  • preparare una dose di NORPHEN MALTA BASE (A+B) come legante e aggiungere 12-15 parti in peso di quarzo MIX come inerte: si ottiene una malta (a poro aperto) che permette di essere stesa con facilità, staggiata e lisciata;
  • il giorno dopo si procederà al riempimento della malta con prodotti tipo NORPHEN 200, opportunamente caricato al 50% con quarzo 0,1-0,3 e, a finire, una mano a rullo di NORPHEN 200.

 Quando invece sia necessario un riporto da 1 a 3 cm su una superficie grande, vi sono sostanzialmente 2 metodi:


3.4.1. Per successivi rivestimenti in resine

  • Irruvidire opportunamente la superficie e applicare una mano di NORPHEN FONDO SL (NORPHEN SW SOLID per umidità da 3 a 6%) steso a rullo fino ad impregnamento completo; fresco su fresco spolverare rado 1 kg/mq di quarzo 0,7-1,2;
  • il giorno dopo colare circa 22 kg/cm/mq in autolivellante di LEVEL HB e riportare in superficie i giunti di frazionamento esistenti;
  • subito dopo il primo indurimento coprire la superficie con telo di plastica e attendere 3-4 giorni (a causa del telo di plastica il getto si presenterà “a macchie”);
  • asportare il telo protettivo, lasciare asciugare (da 7 a 10 giorni circa) quindi procedere con le successive lavorazioni e con i cicli di resinatura  previsti. 


3.4.2. Per calcestruzzo a vista

  • Irruvidire opportunamente  la superficie e applicare una mano di NORPHEN RICRETE  steso a rullo o ad innaffiamento senza pressione;
  • fresco su fresco gettare uno strato di “pastina di quarzo” preidratata in betoniera per un consumo di kg 24/cm/mq, attendere che abbia iniziato ad indurire, quindi procedere con la realizzazione di una finitura a spolvero di quarzo e fratazzatura meccanica come nella lavorazione dei pavimenti industriali.

 

Giunti: I giunti di frazionamento del pavimento sottostante vano riportati integralmente.

Spessore minimo: A causa della lavorazione particolare, lo spessore minimo richiesto per questo tipo di intervento è di 2,5 cm.

 

 

3.5 Recupero della planarità

  • 3.5.1. Nel caso di recupero della planarità per successiva posa di piastrelle o rivestimenti comunque dotati di “autoportanza” si potrà procedere come segue:
  • pallinare o levigare a diamante la superficie;
  • applicare una mano di RICRETE 1C e attendere l’asciugatura;
  • entro 24 ore procedere alla stesura di una colata di LEVEL FINO regolato con staggia da 4 o 5 mt in modo da poter recuperare le differenze di planarità.
  • Attendere 48-72 ore quindi procedere all’incollaggio con collanti tipo MONOTACK FLEX con o senza levigare la superficie.

 

 

3.5.2. In caso invece di recupero della planarità per successiva realizzazione di un rivestimento a spessore con resine:

  • pallinare o levigare a diamante;
  • preparare una miscela di NORPHEN FONDO SL caricato con 50 parti di quarzo 0,1-0,3 - 50 parti di quarzo 0,1-0,6 e 200 parti di quarzo 0,3-0,9
  • versare sulla superficie e regolare a staggia (consumo variabile intorno a 1 kg/mq di resina oltre al quarzo);
  • spolverare a rifiuto con sabbia di quarzo 0,7-1,2;
  • il giorno dopo recuperare la sabbia in eccesso, carteggiare e aspirare.
  • Procedere quindi con le successive lavorazioni.

 

3.6. Curling

Quando un calcestruzzo presenta questo tipo di problema, è necessario procedere alla levigatura con macchina a una o tre teste armata con dischi diamantati di granulometria opportuna oppure (per alti spessori da asportare) utilizzare prima la scarificatrice e poi la macchina da levigatura ed asportare lo spessore di superficie nel punto di massima altezza.

Talvolta il fenomeno si presenta così acuto da rendere necessario iniettare alla base del pavimento del NORPHEN INJECTION per poter eliminare il vuoto che si forma tra il sottofondo e il massetto ed evitare così una sicura rottura del pavimento nel punto dove “suona vuoto” : procedere praticando dei fori da 10 ± 12 mm e iniettando resina fino a saturazione. Il giorno dopo il vuoto sarà scomparso e si potrà procedere alla levigatura per spianare la superficie e procedere con le successive lavorazioni. 

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