Rivestimenti in resina e normative sul contatto alimentare

I continui aggiornamenti sui dati di tossicità di alcune sostanze chimiche impiegate nella produzione di materiali  a contatto con sostanze alimentari hanno comportato, nel corso degli anni, un costante adeguamento delle normative riguardanti i materiali a contatto con gli alimenti. Di conseguenza i produttori di materiali destinati al contatto alimentare devono costantemente aggiornare la formulazione dei propri prodotti per renderli conformi alla legislazione in vigore e garantire la sicurezza per i consumatori.

Legislazione: breve cenno
Le prime normative riguardanti i materiali posti a contatto con gli alimenti risalgono in Europa ai primi anni ’60. Queste leggi si sviluppano, in maniera indipendente, in diversi Stati europei, tra cui l’Italia. La prima legge italiana che viene emanata in merito è la n. 283 del 30/04/1962, anche se la tappa fondamentale per la legislazione italiana sui materiali a contatto con sostanze alimentari è rappresentata dal DM 21/3/73 e successivi adeguamenti.

Con l’affermazione della Comunità Europea, si sentì sempre più forte la necessità di uniformare la legislazione dei Paesi membri in materia di contatto alimentare. Venne quindi emanata la Direttiva 89/109/CE (che abroga la 76/893/CE e che è stata a sua volta abrogata dal regolamento CE 1935/2004), che andò a sostituire le varie legislazioni nazionali uniformandole.
L’Italia da parte sua ha recepito tutte le Direttive e gli emendamenti emessi dalla Comunità Europea come aggiornamenti del DM 21/3/73, che rappresenta ancor oggi la normativa italiana di riferimento per i prodotti a contatto con gli alimenti.

All’interno della vasta legislazione europea esistono delle Direttive specifiche di riferimento per i materiali plastici a contatto con sostanze alimentari, come la 2002/72/CE e 85/572/CE, aggiornate successivamente dalla Direttiva 2007/19/CE e recepite dall’Italia come aggiornamenti del DM 21/3/73.
Il principio comune di tutte queste normative è quello secondo cui le sostanze impiegate nella produzione di materiali destinati al  contatto con alimenti devono essere sufficientemente inerti da impedire la loro cessione agli alimenti in quantità tali da rappresentare un pericolo per la salute umana e da non pregiudicare le caratteristiche organolettiche degli alimenti.
Perché ciò avvenga, le normative vigenti sui materiali plastici destinati al contatto alimentare stabiliscono:

  • liste positive di monomeri e additivi che possono essere impiegati nella fabbricazione dei materiali plastici;
  • limiti di migrazione globale e di migrazione specifica di alcune sostanze presenti nelle liste positive.

Un materiale plastico destinato al contatto alimentare risulta idoneo a tale scopo solo se soddisfa entrambi questi requisiti: tutte le materie prime che lo compongono devono obbligatoriamente essere incluse nelle liste positive e la migrazione globale dei suoi componenti in un liquido simulante non deve superare i limiti imposti dalle normative pari a 10 mg/dm2 (D.M. 21/03/1973 e ss. m.ni, cfr. articolo 6 del Regolamento CE N. 1935/2004 del 27 ottobre 2004).

Non essendo sempre possibile utilizzare gli alimenti per eseguire le prove di migrazione globale sul prodotto finito, si impiegano quattro diversi liquidi simulanti, ciascuno dei quali, per sua natura, può essere paragonato a uno o più tipi di alimenti. La tabella sottostante riporta i tipi di prodotti alimentari e i relativi liquidi simulanti:

tabella 1: tipi di prodotti alimentari e simulanti dei prodotti alimentari

Tipo di prodotto

Simulante

Abbreviazione

Prodotti alimentari acquosi (prodotti alimentari acquosi con pH > 4,5)

Acqua distillata (o acqua di qualità equivalente)

Simulante A

Prodotti alimentari acidi (prodotti alimentari acquosi con pH < 4,5)

Acido acetico al 3 % (p/v)

Simulante B

Prodotti alimentari contenenti alcool

Etanolo al 10% (v/v) Questa concentrazione può essere adeguata al tenore alcolico effettivo del prodotto alimentare se supera il 10 % (v/v)

Simulante C

Prodotti alimentari a base di sostanze grasse

Olio di oliva rettificato (o altri simulanti di prodotti a base di sostanze grasse)

Simulante D

Prodotti alimentari secchi

Nessuno

Nessuno

 

La scelta delle condizioni di tempo e temperatura a cui effettuare le prove di migrazione globale avviene sulla base di ciò che è riportato nel DM 220 del 26/4/03 e che “corrispondono alle peggiori condizioni di contatto prevedibili per i materiali o oggetti di materia plastica in esame”.
Il Decreto 6 aprile 2004 n. 174 definisce le condizioni alle quali devono rispondere i materiali e gli oggetti utilizzati negli impianti fissi di captazione, di trattamento, di adduzione e di distribuzione delle acque potabili. Il decreto prevede che i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con le acque destinate al consumo umano, così come i loro prodotti di assemblaggio (gomiti, valvole di intercettazione, guarnizioni ecc.), devono essere compatibili con le caratteristiche delle acque potabili, definite nel decreto legislativo n. 31 del 2001. La normativa vigente prevede che i materiali destinati al contatto con acque potabili vengano sottoposti a prove di migrazione globale in acqua distillata a +40°C per 24 ore.

NORPHEN FOOD
NORPHEN FOOD è stato appositamente studiato per il rivestimento di vasche e serbatoi destinate al contatto con alimenti e acque potabili.
NORPHEN FOOD è stato sottoposto alle prove di migrazione globale per tutti e quattro i liquidi simulanti sempre con esito positivo. Nel caso del simulante C, le prove di migrazione globale sono state eseguite con esito positivo anche con etanolo al 45% e 90% v/v.
Il prodotto è conforme anche al Decreto 6 aprile 2004 n. 174 (migrazione globale in acqua distillata a +40°C per 24 ore) e i parametri di potabilità dell’acqua a contatto con NORPHEN FOOD sono conformi alle disposizioni previste dal Decreto Legislativo 31/2001.

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